
Sul pavimento, basta una sottile pellicola di olio e fumo presente sull’involucro della lampada per ridurre l’efficacia dei raggi UV e diminuire la dose di luce emessa. Il fotoiniziatore non riceve più energia sufficiente, il processo di cross-linking viene ostacolato, e si verificano problemi come adesione insufficiente tra gli strati di vernice o residui di inchiostro non curato. Aggiungere più potenza alla lampada non risolve il problema. Per risolverlo, è necessario utilizzare componenti ottici puliti e una distribuzione spettrale che corrisponda alle caratteristiche chimiche dell’inchiostro utilizzato.
Una lampada UV al galio da 420 nm è costituita da una sorgente a vapore di mercurio a pressione media, arricchita con galio. Questa lampada fornisce una distribuzione spettrale precisa, con un picco principale a 420 nm e una minore emissione di luce a lunghezze d’onda inferiori. Questo profilo spettrale è compatibile con i fotoiniziatori presenti negli inchiostri per stampa UV, flexographic e serigrafica. In questo modo, il processo di cross-linking avviene in modo prevedibile, senza causare danni alla superficie del materiale stampato.
Ma le parole non bastano: bisogna misurare. È necessario mantenere un’intensità luminosa costante sul substrato e assicurarsi che la densità energetica richiesta (in mJ/cm²) sia mantenuta su tutta la superficie interessata. Il riflettore dichroico della lampada concentra la luce a 420 nm, riducendo così l’energia infrarossa inutile. In questo modo si ottiene una maggiore efficacia nella cura del materiale stampato, con meno riscaldamento.
Per quanto riguarda la manutenzione quotidiana, è fondamentale mantenere l’involucro e il riflettore della lampada liberi da olio, fumo e residui di vernice. Bisogna pulirli con alcol isopropilico e utilizzare panni senza pelucchi. Inoltre, è necessario controllare eventuali segni di opacizzazione o danneggiamenti della superficie. Un sistema pulito garantisce un’efficienza ottimale, allunga la vita utile della lampada e previene una riduzione dell’intensità luminosa, che potrebbe portare a una cura incompleta del materiale stampato. Abbiamo visto che alcuni utenti riescono ad aumentare di circa il 30% l’intervallo tra le pulizie, semplicemente seguendo una routine di manutenzione regolare e mantenendo la distribuzione spettrale entro i limiti consentiti.
È importante anche considerare la compatibilità tra la lampada e i componenti dell’apparecchiatura utilizzata. La lampada deve essere compatibile con la lunghezza dell’arco elettromagnetico, la densità di potenza e la geometria del riflettore. Inoltre, è necessario verificare che la lunghezza d’onda di 420 nm sia compatibile con la finestra di assorbimento del fotoiniziatore presenti nell’inchiostro utilizzato. Si prevede che il tempo necessario per raggiungere la stabilità termica sia leggermente più lungo rispetto alle lampade a arco corto; inoltre, è necessario verificare che la fonte di alimentazione sia in grado di fornire la giusta potenza. Utilizzando la lampada entro i limiti indicati, si può garantire un’output costante e proteggere le proprietà chimiche dell’inchiostro.